LLM & Agenti · strumenti Anthropic
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Formazione interna · ~60 minuti · prima lezione

Da chatbot a agente.
Capire gli LLM e gli strumenti Anthropic.

Cos'è davvero un modello linguistico, perché un agente non è una chat, e come usare Claude Code, Cowork e Design senza prenderli per magia.

LLM & token inferenza & modelli chatbot vs agente prompt & context engineering Claude Code · Cowork · Design rischi & verifica
per navigare O indice · N note · T tema · S scorri tutto → ogni definizione ha la sua fonte verificabile
01 · Cos'è un LLM · 8 min

Cos'è un LLM, e perché non è magia

Un Large Language Model lavora su token e fa una cosa sola, tantissime volte: prevede il pezzo di testo successivo più probabile.

Definizione
Large Language Model (LLM)

Un modello addestrato su grandi quantità di testo che genera linguaggio prevedendo, un token alla volta, la continuazione più probabile date le istruzioni e il contesto. Non interroga un database della verità: produce testo plausibile.

Definizione
Token

L'unità minima con cui il modello legge e scrive: un pezzo di parola, una parola corta, un simbolo. Il testo viene "spezzato" in token prima di essere elaborato.

Definizione
Context window

La "memoria di lavoro" di una sessione: tutto ciò che il modello ha davanti adesso — istruzioni, file letti, risultati di strumenti, cronologia. Ha un limite di token.

Prova tu Tokenizer — come il modello "vede" il tuo testo scrivi qualcosa e guarda i token
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token (stima)
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caratteri
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Stima didattica: la tokenizzazione reale usa algoritmi tipo BPE e dipende dal modello. Regola pratica diffusa: ~4 caratteri ≈ 1 token in testi latini. Fonte: Anthropic — Context windows

Prova tu Predizione del prossimo token il modello assegna probabilità; la temperatura decide quanto "osa"

Temperatura bassa = sceglie quasi sempre il token più probabile (output prevedibile). Temperatura alta = appiattisce le probabilità (output più vario, più rischio di errori). Fonti: Google ML Crash Course · Anthropic — Glossary

Cosa portare a casa

📦 Token

Tutto è testo spezzato in pezzi. Anche i tuoi file e le istruzioni.

🎯 Predizione

Genera il continuazione probabile, non recupera fatti certi.

⚠️ Può sbagliare

Convincente ≠ corretto. Hallucination, lacune, output incompleto.

Un LLM non "sa" nel senso umano: genera risposte plausibili sulla base di contesto, istruzioni e conoscenza appresa.

Limiti chiave (hallucination, conoscenza datata, context window come memoria limitata, steerability): Anthropic — Mapping the Mind of a LLM · Stanford CS324

02 · Inferenza & modelli · 7 min

Inferenza e modelli: cosa succede quando «pensa»

Usare Claude significa fare inferenza: un modello già addestrato genera la risposta, un token alla volta. E «Claude» non è un modello solo — è una famiglia, e scegliere quello giusto cambia qualità, velocità e costo.

Definizione
Inferenza

Il processo con cui un modello già addestrato genera output a partire da un input: nessun nuovo apprendimento, solo applicazione di ciò che ha appreso, un token alla volta. È ciò che attendi (latenza) e ciò che paghi (token in input + output) a ogni richiesta.

Definizione
Modello

Una specifica versione addestrata, con dimensioni, capacità, velocità e costo propri. Claude è una famiglia di modelli (linee Opus, Sonnet, Haiku): stessa «intelligenza» di base, equilibri diversi.

Tre linee, tre equilibri

🧠 Opus

La massima capacità: ragionamento profondo, lavori difficili e agentici di lunga durata. Più lento e più costoso — lo usi quando la difficoltà del task lo richiede.

⚖️ Sonnet

Il miglior equilibrio tra capacità e velocità. Spesso la scelta «di default» per il lavoro di produzione ad alto volume.

⚡ Haiku

Il più veloce ed economico: task semplici, classificazione, estrazione, alta frequenza. Quando velocità e costo contano più della profondità.

Nomi e versioni correnti delle linee: Anthropic — Models overview

Interattivo Scegli un modello: cosa cambia? capacità ↔ velocità ↔ costo: non puoi massimizzare tutto

Valori illustrativi per dare l'intuizione delle proporzioni, non un listino: capacità, velocità e prezzo reali dipendono dal modello specifico. Fonti: Models overview · Pricing

🎯
Più capace non vuol dire sempre meglio. Per un task semplice, un modello grande è solo più lento e più costoso. La scelta giusta parte dal task: profondità richiesta, volume, latenza accettabile, budget.
💭
I modelli recenti possono «pensare» di più prima di rispondere (extended / adaptive thinking): più token e più tempo, ma risposte migliori sui problemi difficili. È un'altra leva dello stesso compromesso qualità ↔ costo ↔ latenza.
03 · Da chat ad agente · 8 min

Da chat ad agente

Lo stesso modello, usato in modi diversi. Il salto non è "prompt migliori": è passare dal rispondere al lavorare su un obiettivo usando strumenti.

1ChatbotRisponde a domande, una alla volta.
2AssistantSegue istruzioni e mantiene il contesto della conversazione.
3Tool-using AIUsa strumenti: file, web, database, API.
4AgenteRiceve un obiettivo, pianifica, agisce, verifica e itera.
Definizione
Agente

Un sistema in cui il modello dirige dinamicamente il proprio processo e l'uso degli strumenti: persegue un obiettivo, mantiene stato/contesto e completa task multi-step — non si limita a rispondere.

Distinzione utile
Workflow ≠ Agente

Nei workflow i passi sono predefiniti. In un agente è il modello a decidere dinamicamente cosa fare e quali strumenti usare. Spesso non serve un agente: basta una buona chiamata con il contesto giusto.

Interattivo Chatbot lineare vs loop dell'agente cambia modalità e avanza passo passo

Il loop "gather context → take action → verify results → repeat" è il modo in cui lavora un agente di coding come Claude Code. Fonte: Claude Code — How Claude Code works

💡
Esempio concreto.
Chat: «Scrivimi una mail.»  →  risposta singola.
Agente: «Leggi questi documenti, estrai i punti rilevanti, prepara una bozza, confrontala con lo storico, crea il file finale.»  →  task multi-step con strumenti e verifica.
04 · Prompt & Context engineering · 10 min

Chiedere bene, e dare il contesto giusto

Definizione
Prompt engineering

Come scrivi le istruzioni: ruolo, obiettivo, contesto, vincoli, esempi, formato di output e criteri di successo. Per prompt importanti, si testano con esempi/eval.

Definizione
Context engineering

Cosa metti, mantieni, recuperi, comprimi o isoli nel contesto disponibile al modello durante un task: documenti, esempi, regole, dati aggiornati, memoria, strumenti.

Prova tu Prompt builder — costruisci un'istruzione efficace compila i campi: il prompt si scrive da solo e la barra valuta la completezza

Prompt generato

Completezza prompt
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Schema da fonti ufficiali: includere ruolo/obiettivo, contesto, vincoli, esempi, formato di output e criteri di successo. Anthropic · Google Gemini — prompt design

Il contesto è carburante, ma anche peso

Ogni file, istruzione, risultato di strumento o pezzo di cronologia che entra nella richiesta consuma token. Più contesto significa più costo, più latenza e — se è irrilevante — più rischio di confusione.

Interattivo Quanto pesa il contesto? muovi lo slider: token in input → costo, latenza, rischio di drift

Valori illustrativi per dare l'intuizione delle proporzioni, non un listino. Più contesto = più token di input = più costo/latenza; il contesto irrilevante aumenta il rischio di drift. Fonti: Anthropic — Context windows · Claude Code — Context window

🧹
Regola pratica. Se non sapresti spiegare in 30 secondi cosa c'è ancora di utile nella conversazione, probabilmente è ora di pulire il contesto: riassumi (fatti, decisioni, vincoli, prossimi passi) e riparti pulito.
05 · Mappa Claude · 14 min

Una mappa di Claude: Chat, Code, Cowork, Design

Non esiste un solo modo di usare l'AI. Esistono superfici diverse per tipi di lavoro diversi. Clicca una card per espanderla.

Panoramica strumenti: Claude — Product overview

Artifacts — quando l'output diventa un oggetto

Definizione
Artifact

Un contenuto sostanzioso e autonomo che Claude apre in una finestra dedicata, accanto alla conversazione: «trasforma le idee in app, strumenti o contenuti condivisibili». Claude lo crea automaticamente quando l'output è significativo e auto-contenuto (in genere oltre ~15 righe) e probabilmente vorrai modificarlo, riusarlo o riferirti ad esso.

Cosa può diventare un artifact

documenti (Markdown) snippet di codice siti HTML single-page immagini SVG diagrammi & flowchart componenti React interattivi

Proprio come questo mini-sito: un artefatto interattivo, non una risposta di testo.

Cosa puoi farci

  • modificare e iterare: editing in-place o via chat, con selettore delle versioni;
  • condividere e pubblicare: link pubblico o all'organizzazione, copia/scarica;
  • renderli interattivi: stato persistente e connessione a servizi esterni via MCP.
🧱
È il filo che lega Chat, Code e Design: l'AI non «risponde» soltanto, ma produce un oggetto modificabile, versionabile e condivisibile. La differenza tra «dammi un testo» e «costruiamo qualcosa insieme».

Focus: Claude Code

Definizione
Claude Code

Un agente di coding che lavora dove vive il progetto: legge file, cerca nel codice, modifica file, esegue comandi, lancia test/build/lint e usa strumenti esterni — operando nel loop capisci → agisci → verifica. Senza strumenti Claude risponde; con gli strumenti può agire.

Come ragiona: obiettivo → loop → workflow

🎯 Goal

Gli dai un obiettivo, non micro-istruzioni passo-passo: «trova e correggi il bug del login». È lui a decidere come arrivarci.

🔁 Loop

Lavora in ciclo: gather context → take action → verify → repeat, finché l'obiettivo non è completo. La verifica (test/build/lint) chiude ogni giro.

🧩 Workflow

Per task strutturati segue o compone percorsi ripetibili: routing, parallelizzazione, orchestratore-worker, evaluator-optimizer. Workflow = passi guidati; agente = decide da sé.

Quando usarlo

  • «Spiegami questa codebase.»
  • «Trova dove nasce questo bug.»
  • «Aggiungi questa feature / scrivi i test.»
  • «Refactorizza questo modulo / preparami una PR.»

Concetti da conoscere

context window permission modes plan mode CLAUDE.md skills subagents MCP

Sette modi per guidare Claude Code (CLAUDE.md, rules, skills, subagents, hooks, output styles, system prompt): Steering Claude Code

Interattivo Permission modes — autonomia ≠ perdere il controllo scegli un modo e vedi cosa viene fatto in automatico

Si sceglie il livello di supervisione in base al rischio. Fonte: Claude Code — Permission modes

🧩
Skills, MCP e Connectors sono i modi per potenziare un agente come Claude Code: li vediamo in dettaglio nella prossima sezione. Per ora basta sapere che esistono — e che trasformano «Claude risponde» in «Claude lavora dove serve».

Focus: Cowork e Design

Quando usare Cowork
Claude Cowork

Per delegare lavoro non tecnico multi-step che produce un deliverable (report, deck, spreadsheet, briefing). Cinque segnali che un task è adatto:

  • entrano più input (file, folder, connettori);
  • esce un file/deliverable;
  • lo rifarai (è ripetibile);
  • sai riconoscere un buon risultato;
  • il lavoro centrale è noioso: estrarre, riordinare, riconciliare, riformattare.

Azioni ricorrenti e schedulate. Cowork non è solo «una volta»: puoi delegare e schedulare task che si ripetono — un briefing ogni mattina da Slack/Gmail/calendario, un report periodico, un pacing di budget — così il deliverable arriva da solo a cadenza fissa (es. ogni giorno, ogni ora, ogni settimana).

Cos'è davvero
Claude Design

Claude applicato a output visuali e iterabili: wireframe, mockup, prototipi, presentazioni, materiali. Non è «fammi un'immagine»: è «costruiamo un artefatto visuale modificabile e iterabile», con la possibilità di passare tra design e codice.

06 · Estendere Claude · 9 min

Estendere Claude: Skills, MCP e Connectors

Il modello conta, ma conta moltissimo ciò che gli metti intorno: istruzioni riutilizzabili (skills) e collegamenti al mondo reale (MCP e connectors). È qui che «Claude risponde» diventa «Claude lavora dove serve».

Principio di fondo: «il modello conta, ma l'harness intorno al modello conta moltissimo». Fonte: Claude Code in large codebases

Skills — istruzioni che Claude carica quando servono

Definizione
Skill

Una cartella con istruzioni, script e risorse (più un piccolo frontmatter) che Claude carica on demand, solo quando sono rilevanti per il task. Non è semplice markdown: è un pacchetto di conoscenza o di procedura, riutilizzabile e condivisibile nel team.

Perché esistono

  • Caricate solo quando servono: non pesano sempre sul contesto → meno token, meno rumore.
  • Incapsulano un playbook: una procedura ripetibile invece di rispiegarla ogni volta.
  • Condivisibili: lo stesso modo di lavorare per tutto il team.

Categorie utili

library / API reference product verification data fetching & analysis business process automation code scaffolding / templates code quality / review
🔑
La porta d'ingresso. «Se ti ritrovi a spiegare sempre la stessa cosa a Claude, quella cosa è candidata a diventare una skill.»

Skill o Plugin? Non sono la stessa cosa

Definizione
Plugin

Un pacchetto distribuibile che estende Claude Code e può impacchettare insieme più componenti — skills, subagents, hooks, server MCP (e altro) — con un manifest plugin.json (nome, versione, autore). Si condivide e si installa tramite marketplace, con skill «namespaced» (es. /mio-plugin:hello) per evitare conflitti.

🧩 Skill = un mattone

Una singola capacità (cartella con SKILL.md) che il modello carica on demand quando è rilevante. Può vivere da sola in .claude/.

📦 Plugin = la scatola

Raggruppa più componenti (skills + subagents + hooks + MCP) in un pacchetto versionabile e condivisibile, installabile con /plugin install da un marketplace.

📦
In una frase: la skill è un singolo strumento; il plugin è la confezione installabile che ne raggruppa molti e li distribuisce al team o alla community — con versioni e aggiornamenti.
Interattivo Quale meccanismo mi serve? scegli la situazione: Claude si guida in modi diversi

Sette modi per guidare Claude Code (CLAUDE.md, rules, skills, subagents, hooks, output styles, append system prompt) e quando usarli. Fonte: Steering Claude Code

Subagents — lavoro isolato che non sporca il contesto

Definizione
Subagent

Un assistente isolato, con il proprio contesto separato, a cui delegare un side task o un'esplorazione lunga. Fa il suo lavoro a parte e restituisce al thread principale solo un summary, invece dell'intero viaggio: così la context window principale resta pulita.

Quando usarli

  • esplorazioni lunghe in codebase grandi;
  • task specializzati e ripetuti;
  • mantenere pulito il contesto principale;
  • far tornare un riepilogo invece di tutti i dettagli intermedi.

Il trade-off

Il thread principale vede meno dettagli intermedi. Per task critici, chiedi al subagent evidenze o un riepilogo strutturato (cosa ha trovato, cosa ha cambiato, cosa resta da verificare).

Orchestrazione — coordinare più agenti verso un obiettivo

Definizione
Orchestrazione

Coordinare più chiamate, strumenti o agenti verso un obiettivo. Nel pattern orchestrator-workers «un LLM centrale scompone dinamicamente il task, delega a worker LLM e ne sintetizza i risultati» — i sottotask non sono predefiniti: li decide l'orchestratore in base all'input. Nei sistemi reali un lead agent coordina e delega a subagent specializzati che lavorano in parallelo.

Interattivo I pattern di orchestrazione clicca un pattern · dal più semplice al più autonomo

Cinque pattern documentati da Anthropic. Fonte: Building effective agents

Dove lo vedi in Claude Code

  • Subagents: worker isolati che tornano un summary al coordinatore, nella stessa conversazione;
  • Agent teams (sperimentale): un lead + teammate con task list condivisa e messaggi diretti tra loro;
  • Dynamic workflows / Workflow tool: uno script che orchestra da decine a centinaia di agenti fuori dal contesto della conversazione.

Workflow ≠ Agente (di nuovo)

Nei workflow i passi sono «orchestrati con percorsi di codice predefiniti»; negli agenti il modello «dirige dinamicamente il proprio processo e l'uso degli strumenti». L'orchestrazione può essere l'uno, l'altro, o un mix.

⚠️
Orchestrare costa. Gli agenti usano «circa 4× più token» di una chat; i sistemi multi-agente «circa 15× più token». Vai semplice: spesso basta una singola chiamata ben contestualizzata. L'orchestrazione conviene su task di valore con forte parallelizzazione — non quando i sotto-agenti devono condividere lo stesso contesto o hanno molte dipendenze.

Hooks — automazioni deterministiche su eventi

Definizione
Hook

Un'automazione deterministica agganciata a un evento del ciclo di lavoro (es. dopo una modifica a un file, prima di un commit). Gira sempre allo stesso modo e non dipende dal giudizio del modello: è la differenza tra «chiedo a Claude di ricordarsi di…» e «succede e basta».

Esempi tipici

  • lanciare lint o format a ogni modifica;
  • eseguire i test prima di considerare un task concluso;
  • bloccare un'azione che non rispetta una regola;
  • registrare/notificare quando avviene un certo evento.

Skill o Hook?

Skill = conoscenza/procedura che il modello sceglie di usare quando rilevante. Hook = regola che scatta sempre, a prescindere, su un evento. Usa l'hook quando l'automazione deve essere garantita, non opzionale.

MCP & Connectors — collegare Claude al mondo reale

Definizione
MCP — Model Context Protocol

Uno standard aperto per collegare modelli e app a strumenti, dati e API esterni. È la «presa universale»: invece di un'integrazione su misura per ogni sistema, un protocollo comune che li fa parlare con Claude.

Definizione
Connector

L'integrazione concreta costruita su MCP verso un sistema specifico (GitHub, Figma, Slack, Gmail, Notion, un database…). MCP è il protocollo; il connector è la spina che colleghi davvero.

Il valore in una frase: niente più copia/incolla da sistemi esterni. Claude può leggere e agire dove il lavoro vive già, invece di farti fare da ponte manuale tra gli strumenti.

Interattivo Cosa può fare Claude con un connector? clicca un sistema esterno

Esempi di sistemi collegabili via MCP/connectors. Fonte: Claude Code — MCP

⚠️
Il rovescio della medaglia: fiducia e permessi. Un connector dà a Claude accesso a dati e azioni reali. Server MCP e contenuti esterni possono introdurre prompt injection o azioni indesiderate: servono fonti fidate, permessi limitati e governance (es. enterprise-managed auth).
07 · Focus: Claude Cowork · 8 min

Claude Cowork: la configurazione che fa la differenza

«Invece di portare il tuo lavoro a Claude, porti Claude al tuo lavoro»: punti una cartella, colleghi le app che già usi e descrivi il risultato. La differenza tra un output mediocre e uno ottimo non è quasi mai il prompt, ma il contesto che gli dai.

Definizione e framing: Get started with Cowork · Best practices · Claude — Cowork

L'ordine consigliato di setup

1 · Connettori
Collega le app che già usi

Dal pannello Customize: autorizzi una volta, poi Claude può leggere e scrivere in quel sistema (aggiornare un ticket, preparare una risposta, salvare un file). Tra quelli ufficiali:

Slack Gmail Google Drive Google Calendar Microsoft 365 Jira Linear Salesforce Chrome
2 · Istruzioni & contesto
Regole permanenti + cartelle giuste

Imposta Instructions a livello globale, di progetto o di organizzazione. Dai accesso solo alle cartelle giuste (Claude vede solo quelle collegate) e aggiungi istruzioni per-cartella. È qui che vive il «contesto ricco» che fa la qualità.

3 · Skill
Dopo qualche ripetizione, impacchetta

«Trasforma quello che abbiamo appena fatto in una skill»: cattura passi, template e dove stanno le fonti. La regola ufficiale: scrivi una skill dopo aver rifatto lo stesso task qualche volta.

4 · Plugin
Condividi col team

Un plugin impacchetta connettori + skill in un bundle distribuibile per ruolo (Sales, Product, Legal, Operations): lo stesso modo di lavorare per tutto il team.

Memoria: dove vive il contesto che dura

Cowork legge e scrive file locali: la memoria può letteralmente vivere su disco, in cartelle che colleghi tu — più alcuni livelli «di sistema» che persistono tra le sessioni.

Modello mentale
Effimero vs persistente

La context window è memoria di lavoro: vive nella sessione e si svuota (sez. 04). La memoria persistente sta altrove — su disco, nelle folder instructions o nel memory store di un Project — e sopravvive alla chiusura della sessione. Servono entrambe, ma vanno tenute distinte.

Regola pratica
Cosa vale la pena ricordare

Non tutto va «ricordato»: salva fatti stabili, decisioni, vincoli, convenzioni, prossimi passi — non la cronologia grezza. Una buona memoria è curata, non un log che cresce all'infinito.

Su disco
File & cartelle locali

«Claude può leggere e scrivere i tuoi file locali senza upload o download manuali». Qualsiasi cartella collegata diventa archivio durevole: appunti, log, decisioni, output. (Legge file fino a 50 MB l'uno.)

Auto-aggiornante
Folder instructions

Contesto legato a una cartella che «Claude può anche aggiornare da solo durante una sessione». È la nota di memoria più leggera e auto-mantenuta: un file di contesto per-cartella che cresce mentre lavori.

Tra le sessioni
Memoria dei Project

I Project hanno «un memory store dedicato che persiste tra le sessioni»: Claude ricorda il contesto dei task passati nello stesso progetto. Attenzione: «la memoria non è mantenuta tra le sessioni standalone» e non passa da un progetto all'altro.

Standing context
Instructions globali / di progetto

Le Instructions globali valgono per ogni sessione; quelle di progetto si stratificano sopra. Contesto permanente che dai tu (tono, formato, regole), diverso dalla memoria che si accumula da sola.

Interattivo Dove può stare la memoria? clicca una superficie · guarda persistenza, ambito e chi scrive

Confronto delle superfici di memoria di Cowork (più il memory tool API, superficie diversa). Fonti: Get started · Projects

🧭
Pattern consigliato. Crea una cartella di lavoro dedicata, tieni dentro un file tipo MEMORIA.md (fatti, decisioni, prossimi passi) e usa le folder instructions per dire a Claude di consultarlo e aggiornarlo. Per ricordare tra le sessioni, lavora dentro un Project (la memoria standalone non viene mantenuta).
🗂️
Esempio: una vault Obsidian come memoria. Una vault Obsidian è solo «una cartella di file Markdown sul tuo disco». Colleghi quella cartella a Cowork e diventa la tua memoria leggibile e scrivibile: Claude annota lì decisioni e contesto, tu li riusi (in Cowork o in Obsidian). Nota: non è un'integrazione ufficiale — il meccanismo supportato è «leggere/scrivere una cartella Markdown locale»; Obsidian è solo un esempio comodo.
🧰
Superficie diversa, stessa idea: il memory tool delle API/agenti fa salvare a Claude file in una cartella /memories che «persiste tra le conversazioni». È una primitiva per sviluppatori, non la feature di Cowork — utile saperlo per non confonderle.
⚠️
Cartella di memoria, con criterio. Claude può leggere, scrivere e cancellare definitivamente i file della cartella collegata: usa una cartella di lavoro dedicata, tieni dei backup e non darle dati sensibili (credenziali, documenti finanziari).

Quando un task è adatto: i 5 «ingredienti»

📥 Più input

Entra più di una cosa: più file, un'intera cartella, o file + connettori.

📤 Un deliverable

Esce un file: documento, deck, foglio, CSV — da allegare, presentare, riusare.

🔁 Ricorrente

Lo rifarai: i task ripetibili sono il punto ideale, più dei one-off.

✅ Formato noto

Sai già com'è fatto un buon risultato: lo valuti in 15 secondi.

🥱 Lavoro «di mezzo»

Il pensiero sta all'inizio (cosa vuoi) e alla fine (è giusto?); il mezzo, noioso, si delega.

🧭 Regola

Non servono tutti e 5: se ne centra qualcuno, è un buon candidato.

Fonte: Best practices for getting started with Cowork

🤝
Il brief che funziona. Apri con: «Prima di iniziare, ripetimi la richiesta così siamo allineati, poi fammi tutte le domande di chiarimento che hai.» Fa emergere i requisiti impliciti ed evita rilavorazioni costose.

Permessi, automazioni e sicurezza

🛂 Due modalità di permesso

«Ask before acting»: mostra il piano e aspetta la tua approvazione (consigliata). «Act without asking»: più veloce ma «aumenta significativamente il rischio di prompt injection» — solo se supervisioni fonti fidate. La cancellazione di file richiede sempre permesso esplicito.

⏰ Task schedulati

Con /schedule o dalla sidebar Scheduled: ogni run è una sessione Cowork a cadenza oraria/giornaliera/settimanale, con modello opzionale. Limite chiave: girano solo «mentre il computer è acceso e l'app Claude Desktop è aperta» (i run saltati ripartono al risveglio).

⚠️
Governance. Il computer use «non ha sandbox» tra Claude e il tuo schermo; i connettori ereditano i tuoi permessi (Claude non può accedere a ciò che tu non puoi). Buone regole: collega solo servizi fidati e necessari, evita dati sensibili (credenziali, documenti finanziari), rivedi gli output, metti in pausa i task inutilizzati. Resti responsabile di ogni azione di Claude.

Disponibile su piani a pagamento (Pro, Max, Team, Enterprise) in Claude Desktop per macOS e Windows, accanto a Chat e Code. Verifica fonti: 2026-06-25.

08 · CLI: confronto & uso · 8 min

CLI o UI? Dipende da dove lavori

Stessa intelligenza, superfici diverse. La scelta dipende da quanto vuoi stare vicino al sistema e da quanto è tecnico il task.

Interattivo Quale superficie per te? scegli il profilo: evidenzia le superfici consigliate
La CLI è per chi vuole lavorare vicino al sistema. La UI è per chi vuole delegare e controllare visivamente il risultato.

Superfici e trade-off: Claude Code — Overview · Claude — Product overview

Uso della CLI di Claude Code

La CLI si usa dentro la cartella del progetto, nel terminale. Parli in linguaggio naturale e porti il contesto direttamente da dove lavori.

🚀 Avvio

Apri il terminale nella cartella del progetto e avvii Claude Code lì: lavora con i file e i comandi del progetto reale.

📎 Porta il contesto

Riferisci file con @, incolla log, URL di documentazione, screenshot, o fai pipe dell'output di un comando direttamente nella richiesta.

🧭 Workflow consigliato

Per task incerti: explore → plan → code. Per task piccoli, chiedi direttamente. Usa plan mode quando il rischio è medio/alto o il codice è sconosciuto.

Interattivo Una sessione tipo nella CLI avanza passo passo: capisci → pianifica → agisci → verifica

Esempio illustrativo di interazione (i comandi esatti dipendono dalla versione). Pattern e buone pratiche: Common workflows · Best practices

La regola d'oro della CLI. Dai sempre a Claude un modo per verificare il proprio lavoro: test, build, lint, uno script, uno screenshot. Senza verifica, l'autonomia diventa un rischio.
09 · Rischi, verifica & 4D · 5 min

Acceleratore, non sostituto del giudizio

⚠️ Rischi da tenere a mente

  • hallucination: output convincente ma sbagliato;
  • dati sensibili messi in contesti non sicuri;
  • perdita di tono o standard aziendale;
  • azioni automatiche non controllate;
  • dipendenza senza verifica.

✅ Buone pratiche

  • mai fidarsi ciecamente: verifica fonti e numeri;
  • niente dati riservati senza conoscere policy e ambiente;
  • dare sempre criteri di verifica;
  • per task importanti, chiedere assunzioni, incertezze e checklist;
  • usare l'AI per accelerare, non per abdicare.

Verifica e tool design: Claude Code — Best practices · MCP e prompt injection: Claude Code — MCP

Il framework 4D dell'AI fluency

Un modello mentale semplice per principianti: collaborare con l'AI in modo effective, efficient, ethical, safe. Clicca ogni D.

Framework 4D (Delegation, Description, Discernment, Diligence) introdotto nel percorso AI Fluency di Anthropic. Riferimento prodotto/risorse: Anthropic — Intro to Claude

10 · Cosa possiamo fare in Cantiere Creativo · 6 min

Cosa possiamo fare in Cantiere Creativo

Non è una questione di «se», ma di «come». Tre piani concreti: la persona, la produzione e l'offerta ai clienti.

1 · Ognuno può lavorare con un modello

Non serve essere sviluppatori

  • Chat per ragionare, sintetizzare, fare bozze;
  • Cowork per i deliverable non tecnici (report, deck, fogli);
  • Code per chi tocca il codice;
  • Design per wireframe, mockup, prototipi.

Ognuno sceglie la superficie — e il modello — adatti al proprio lavoro.

Il salto è culturale

Passare da «strumento che risponde» a «collaboratore a cui delego e di cui verifico il lavoro». Chi impara a delegare bene e validare diventa più rapido senza perdere il controllo della qualità.

2 · Cosa cambia: produzione e offerta commerciale

⏱️ Velocità

Bozze, ricerche, prototipi navigabili, varianti e report in ore invece di giorni. Più iterazioni con il cliente nello stesso tempo.

🧹 Meno ripetitivo

Estrazione, riformattazione, riconciliazione, primo QA: il lavoro «di mezzo» si delega. Il team si concentra su strategia e creatività.

📈 Capacità

Lo stesso team produce di più: margini e throughput migliori. L'offerta diventa più veloce e più ricca — preventivi, prototipi, opzioni.

⚖️
Il rovescio: la qualità va presidiata. Il valore si sposta dal «fare» al «saper delegare e validare» — verifica, fonti, tono e standard restano responsabilità nostra.

3 · Cosa possiamo offrire ai clienti in futuro

Nuove linee di servizio

  • Prototipi interattivi rapidi per validare idee prima di costruire;
  • Soluzioni AI su misura: agenti, automazioni, skill e connettori (MCP) sui loro sistemi;
  • Contenuti e design iterabili, non consegne «usa e getta».

Consulenza e governance

  • AI fluency: formare i team dei clienti a delegare e verificare;
  • Governance e sicurezza: permessi, dati, prompt injection — parte del valore che vendiamo;
  • Affiancamento continuo: dal progetto una tantum alla collaborazione viva.
🎯
Il nostro vantaggio non è l'AI: è il giudizio. Gli strumenti li avranno tutti. La differenza la fanno il gusto, il metodo e la responsabilità con cui li usiamo — ed è esattamente ciò che possiamo vendere.
11 · In sintesi · chiusura

Cinque cose da portare a casa

1 · Non è magia

L'AI lavora su istruzioni, contesto e probabilità. Genera il plausibile, non la verità garantita.

2 · Gli agenti agiscono

Non si limitano a rispondere: eseguono task usando strumenti, in loop, con verifica.

3 · Il contesto conta (e costa)

La qualità dipende dal contesto che dai. Ma il contesto pesa: vai gestito, non riversato.

4 · Superfici diverse

Chat, Code, Cowork, Design: lavori diversi, strumenti diversi. Scegli in base al task.

🎯
5 · Il valore è saper delegare e verificare bene. L'AI è un collaboratore a cui deleghi lavoro restando responsabile del risultato.

Glossario

Tutte le fonti

Ogni definizione del corso è ancorata a queste fonti ufficiali, così puoi verificare in autonomia.

Criteri di selezione delle fonti (solo documentazione ufficiale, paper primari, corsi universitari/istituzionali) descritti in research/certified-sources.md. Verifica fonti: 2026-06-22.